Consulenza ambientale

Abbiamo iniziato occupandoci propriamente di rifiuti, ci siamo accorti ben presto che è impossibile scindere la filiera del ritiro dagli adempimenti ambientali ad essa collegati.

Crescere ha portato al perfezionamento di nuove competenze e all’acquisizione dell’esperienza necessaria per la gestione di tutte le documentazioni a livello ambientale.

Registro di carico e scarico

È il documento ambientale sul quale devono essere registrati tutti i carichi e gli scarichi di rifiuti.

I registri sono tenuti presso ogni impianto di produzione, di stoccaggio, di recupero e di smaltimento di rifiuti, nonché presso la sede delle imprese che effettuano attività di raccolta e di trasporto, nonché presso la sede dei commercianti e degli intermediari.

Normativa di riferimento

- Decreto Legislativo n. 152/2006
- Decreto Ministeriale 02/05/2006
- Decreto Legislativo n. 4 del 16/01/2008

Soggetti obbligati

Tra gli altri hanno l'obbligo di tenere un Registro di carico e scarico, su cui devono annotare le informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti, i soggetti che:

  • raccolgono e trasportano i propri rifiuti pericolosi;
  • producono rifiuti pericolosi;
  • producono:
    • rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali ed artigianali;
    • rifiuti non pericolosi derivanti dall'attività di recupero e smaltimento di rifiuti;
    • fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque, dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi.

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Compilazione del MUD

IL MUD è il Modello Unico della dichiarazione ambientale che i soggetti obbligati devono presentare ogni anno.

Soggetti obbligati (tra gli altri)

  • Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall'articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g)).

Comunicazione Rifiuti speciali semplificata

Produttori iniziali di rifiuti pericolosi e non pericolosi soggetti all'obbligo che producono, nella propria Unità locale, non più di 7 rifiuti e non utilizzano più di 3 trasportatori e 3 destinatari per ogni rifiuto e non trasportano i rifiuti pericolosi da esso prodotti.

Sanzioni

Comunicazione rifiuti, comunicazioni RAEE, comunicazione rifiuti urbani, comunicazioni imballaggi

Art. 158 del D.Lgs. 152/2006: "I soggetti di cui all'art. 189, comma 3, che non effettuino la comunicazione ivi prescritta ovvero la effettuino in modo incompleto o inesatto sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da duemilaseicento euro a quindicimilacinquecento euro; se la comunicazione è effettuata entro il sessantesimo giorno dalla scadenza del termine stabilito ai sensi della Legge 25 gennaio 1994 n. 70, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da ventisei euro a centosessanta euro."

Secondo quanto stabilito dal Decreto del Presidente del Consiglio, 27 dicembre 2014, con riferimento al 2015 e valido per l’anno 2016 restano immutati i soggetti obbligati:

Comunicazione Rifiuti speciali

  • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
  • commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
  • imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
  • imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi;
  • si ricorda inoltre che la Legge 28 dicembre 2015, n. 221 prevede che le imprese agricole di cui all’articolo 2135 del codice civile, nonché i soggetti esercenti attività ricadenti nell’ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02 e 96.09.02 assolvono all’obbligo di presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, attraverso la compilazione e conservazione, in ordine cronologico, dei formulari di trasporto.

Comunicazione Veicoli Fuori Uso

  • Soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.

Comunicazione Imballaggi

  • Sezione Consorzi: CONAI o altri soggetti di cui all’articolo 221, comma 3, lettere a) e c);
  • Sezione Gestori rifiuti di imballaggio: impianti autorizzati a svolgere operazioni di gestione di rifiuti di imballaggio di cui all’allegato B e C della parte IV del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche

  • Soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei RAEE rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 151/2005.

Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione

  • Soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.

Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

  • Produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche iscritti al Registro Nazionale e Sistemi Collettivi di Finanziamento.

Per maggiori informazioni: http://mud.ecocerved.it/

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Iscrizione al sistri

L’acronimo SISTRI indica il Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti e sostituisce i tradizionali adempimenti ambientali (registro di carico e scarico dei rifiuti, MUD) attraverso dispositivi elettronici USB ed una black box da installare sui mezzi di trasporto autorizzati.

Il sistema semplifica le procedure e gli adempimenti, andando a ridurre i costi delle imprese e intervenendo in modo trasparente e preventivo su eventuali illegalità.

Sono obbligati ad aderire al SISTRI gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti.

Permane ad oggi l’esenzione dall’adesione al SISTRI per i produttori di rifiuti speciali non pericolosi, i quali, ovviamente, possono aderire al SISTRI in maniera facoltativa.

Le sanzioni

Le sanzioni sono riscontrabili nell’art. 260 bis commi 1 e 2 del D. Lgs 152/2006 e s.m.i.

Con l’approvazione della legge n.21 del 2016, le sanzioni relative al mancato pagamento del contributo SISTRI e la mancata iscrizione al SISTRI per i soggetti obbligati, sono state ridotte del 50%.

I nuovi importi sono pertanto:

Violazione Sanzione
Omissione iscrizione al SISTRI per i rifiuti pericolosi Da € 7.750,00 a € 46.500,00
Omissione pagamento contributo SISTRI Da € 7.750,00 a € 46.500.00

Secondo quanto stabilito dal Ministero dell’Ambiente le categorie di soggetti con iscrizione al Sistri obbligatoria sono:

1. ENTI E IMPRESE CON PIÙ DI DIECI DIPENDENTI PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI DERIVANTI DA:

  • attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall'articolo 184-bis del Decreto Legislativo 152/2006 ss.mm.ii.;
  • lavorazioni industriali;
  • lavorazioni artigianali;
  • attività commerciali;
  • attività di servizio;
  • attività sanitarie;
  • attività agricole e agroindustriali ad esclusione, indipendentemente dal numero dei dipendenti, degli imprenditori agricoli di cui all'art. 2135 del codice civile che conferiscono i propri rifiuti nell'ambito di circuiti organizzati di raccolta;
  • attività di pesca e acquacoltura ad esclusione, indipendentemente dal numero dei dipendenti, degli enti e delle imprese iscritti alla Sezione Speciale «Imprese Agricole» del Registro delle Imprese che conferiscono i propri rifiuti nell'ambito di circuiti organizzati di raccolta.

Si intendono per tali i soggetti che, come conseguenza della loro primaria attività professionale, producono rifiuti speciali pericolosi. Si deve ritenere, infatti, che non rientrino nella previsione normativa i rifiuti urbani, ancorché pericolosi. Inoltre, si ritiene che da tale obbligo debbano essere esclusi i produttori che non sono organizzati in enti o imprese.

2. ENTI E IMPRESE PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI CHE EFFETTUANO ATTIVITÀ DI STOCCAGGIO;

Si intendono per tali gli enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che effettuano:

  • attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D14 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti);
  • attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti);

3. TRASPORTATORI A TITOLO PROFESSIONALE DI RIFIUTI PERICOLOSI

Si intendono per tali gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale.

4. GESTORI DI RIFIUTI PERICOLOSI

Si intendono per tali gli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi, inclusi i nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi.

NUOVI PRODUTTORI DI RIFIUTI: si intendono per tali i soggetti che sottopongono i rifiuti pericolosi ad attività di trattamento ed ottengono nuovi rifiuti (eventualmente, anche non pericolosi) diversi da quelli trattati, per natura o composizione, ovvero che sottopongono i rifiuti non pericolosi ad attività di trattamento ed ottengono nuovi rifiuti pericolosi; tali soggetti sono tenuti ad iscriversi sia nella categoria gestori che in quella dei produttori ed a versare il contributo per ciascuna categoria di appartenenza secondo quanto disposto dall’allegato 2 del Decreto Ministeriale 52/2011 ss.mm.ii.;

5. OPERATORI DEL TRASPORTO INTERMODALE

Si intendono per tali, in caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell'impresa navale o ferroviaria o dell'impresa che effettua il successivo trasporto.

6. TRASPORTATORI IN CONTO PROPRIO DI RIFIUTI PERICOLOSI

Si intendono per tali le imprese che trasportano i rifiuti pericolosi da loro stessi prodotti iscritte alla Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 5.

7. ENTI E IMPRESE CHE EFFETTUANO LA RACCOLTA, IL TRASPORTO, IL RECUPERO, LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI NELLA REGIONE CAMPANIA

Si intendono per tali i comuni, le imprese di trasporto e gli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti urbani prodotti nella regione Campania e ubicati nel territorio della regione Campania di cui al comma 4 dell’articolo 188-ter, del Decreto Legislativo 152/2006 ss.mm.ii.

1. ENTI E IMPRESE FINO A DIECI DIPENDENTI PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI

2. ENTI E IMPRESE PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI DA ATTIVITÀ AGRICOLE ED AGROINDUSTRIALI

che, indipendentemente dal numero di dipendenti, siano imprenditori agricoli ai sensi dell’art. 2135 del codice civile e conferiscano i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta

3. ENTI E IMPRESE PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI DA ATTIVITÀ DI PESCA PROFESSIONALE E ACQUACOLTURA

che indipendentemente dal numero di dipendenti, siano iscritti alla Sezione Speciale «Imprese Agricole» del Registro delle Imprese e conferiscano i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta

4. PRODUTTORI INIZIALI DI RIFIUTI NON PERICOLOSI

5. TRASPORTATORI PROFESSIONALI DI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI

6. TRASPORTATORI IN CONTO PROPRIO DI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI

7. TRASPORTATORI IN CONTO PROPRIO DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI NON ISCRITTI IN CATEGORIA 5

8. TRASPORTATORI DI RIFIUTI URBANI DEL TERRITORIO DI REGIONI DIVERSE DALLA REGIONE CAMPANIA

9. GESTORI DI RIFIUTI NON PERICOLOSI

10. NUOVI PRODUTTORI DI RIFIUTI NON PERICOLOSI DERIVANTI DA ATTIVITÀ DI TRATTAMENTO DI RIFIUTI NON PERICOLOSI

Per maggiori informazioni: http://www.sistri.it/

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Corsi specializzanti per le aziende/ Formazione aziende

Wast-e offre anche servizi inerenti la formazione aziendale quali corsi strutturati legati alla gestione ambientale dei rifiuti nel suo complesso, incontri di aggiornamento per quanto riguarda i registri di carico e scarico dei rifuti o il MUD. Formazione sull’Uno contro Uno e sull’Uno contro Zero e molto altro ancora.

La formazione può svolgersi secondo le modalità preferite dal cliente: sia in remoto tramite skype, sia in aula grazie a docenti specializzati e certificati.

Siamo a tua disposizione per fornirti sempre l’aiuto di cui necessiti.

Wast-e, la casa per la corretta gestione dei rifiuti lungo tutta la filiera.

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Ulteriori servizi

Sosteniamo il cliente lungo l’intero iter legato alla gestione del rifiuto, aiutandolo attraverso tutta una serie di servizi studiati appositamente per chi opera nel campo.

Dalla definizione della tipologia di rifiuto, all’individuazione delle classi di pericolo annesse, fino ad un completo screening aziendale in grado di fornire una panoramica a 360 gradi sulla gestione dei rifiuti da parte della tua azienda.

Hai attuato la compilazione dei registri? Sei in regola riguardo al deposito temporaneo dei rifiuti? Questo è conforme ai requisiti normativi? Stai gestendo tutti i tuoi rifiuti in modo corretto? Quest’analisi permette di costruire un quadro minuzioso della situazione aziendale per ciò che concerne il management dei rifiuti, consentendoti di ottemperare agli obblighi legislativi senza troppi pensieri.

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